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12 ciclisiti di Lucera alla Nove Colli di Cesenatico, racconto di vera passione sportiva



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Nove Colli aCesenatico (la più grande festa per chi ama la bicicletta)

Ogni anno a Cesenatico, che è la patria del compianto campione Marco PANTANI, si svolge la più importante manifestazione ciclistica del mondo dedicata ai cicloamatori. La partecipazione è a numero chiuso, sono ammessi 12.800 partecipanti,  si ho scritto bene, dodicimilaottocento partecipanti da tutto il mondo. Tra questi circa cinque o seicento sono donne. Le iscrizioni avvengono on-line e in poche ore i numeri disponibili sono al completo.  Questo per dire che per un appassionato di ciclismo il week end di Cesenatico rappresenta un appuntamento agognato. Ne avevo sentito parlare tante volte, nei discorsi invernali tra amici cicloamatori tesserati con la squadra “CM SUD BICI E AMICI  LUCERA”.
Matteo Curcelli che in passato aveva accompagnato il figlio a partecipare, ci invogliava raccontandoci la bellezza di questa esperienza e alla fine abbiamo deciso in tredici lucerini di iscriverci.
I dodici temerari sono: Michele DI GIOIA, Marcello MASTROLILLI, Massimo DI BITONTO,  Nicola DI BITONTO,  Giuseppe NARDACCHIONE,  Vito Antonio CASCIANO, Mario ESPOSITO,   Mario VACCA, Pietro CURCELLI, Matteo CURCELLI, Pasquale SPAGNUOLO,  Michele FORZIERI  e  Ludovico  DI GIOVINE.  
Nei mesi passati abbiamo intensificato gli allenamenti e la domenica abbiamo cercato di fare percorsi lunghi che potessero simulare quello di Cesenatico che si sviluppa su 131 chilometri, con molte salite dure; tra le salite che avremmo dovuto affrontare in gara, quella del famoso colle “Barbotto” che con le sue pendenze  micidiali al 16% e 18%  è stato lo  spauracchio  per  eccellenza, in questi mesi, temuto e vagamente immaginato, quante volte pensavo tra me e me “ma chi me lo ha fatto fare ad accettare questa sfida ?”  Poi ci si metteva il nostro amico Michele Di Gioia,  che la domenica ci spronava ad allenarci sempre di più e di più e diceva “ma chè, così volete affrontare il Barbotto ?” Come per ogni cosa, alla fine è arrivata la vigilia della partenza. 
Siamo partiti in pullman, di primo mattino, sabato 18, insieme ad un altro amico di Foggia. Superata Ancona, in autostrada abbiamo cominciato a vedere auto cariche di biciclette e così negli autogrill. Abbiamo quindi avuto la sensazione di andare verso un appuntamento grandioso dal punto di vista ciclistico.
Giunti a Cesenatico lo abbiamo trovato invaso di ciclisti e da una moltitudine festosa e colorata. Durante il sabato, giorno della vigilia della gara, nel centro si svolgeva una Mostra mercato delle migliori marche di bici, di accessori, di ricambi, divise e tutto ciò che attiene a questo sport. Ci siamo quindi immersi in questo paese dei balocchi, pieni di  meraviglia, in un clima di festa e allegria. Abbiamo quindi fatto una passeggiata sul porto canale che è il cuore di Cesenatico e oltre ad essere molto suggestivo è un posto pieno fascino.
Prima di rientrare in albergo abbiamo fatto visita alla tomba del mai dimenticato Marco Pantani, oggetto di una vera processione di visitatori che ha creato in noi una grande emozione.
Domenica 19 Maggio, data fatidica, alle quattro del mattino suonano le sveglie, (la partenza è fissata alle sei), tutti si alzano e cominciano i preparativi con grande confusione e baccano, l’albergo e tutto un rimbombare, le scarpette da corsa fanno molto rumore sul pavimento è evidente che i clienti sono tutti ciclisti, altrimenti se fossero tranquilli turisti chiamerebbero la polizia. 
Alle cinque del mattino siamo pronti per scendere in divisa e con le bici, e ci accorgiamo che mezza squadra si è già avviata per prendere i posti più avanti possibile. Mentre albeggia attraversiamo Cesenatico e siamo nella griglia di partenza assegnataci. Le griglie sono sette, contraddistinte dai diversi  colori  e ognuna comprende dai mille ai duemila ciclisti, ogni griglia viene aperta per la partenza a distanza di tre minuti l’una dall’altra, per dare il tempo ai partecipanti di defluire un po’. Quando tutti saranno partiti sarà come se la  strada Lucera - Foggia  fosse tutta piena di ciclisti.  
Ci ritroviamo quindi, nella nostra griglia, mentre spunta il sole ad attendere il nostro turno, sulla nostra sinistra c’è un gruppo numeroso di pugliesi di Grottaglie, alla mia destra c’è una bella coppia di giovani siciliani di Enna, dietro a me c’è un corridore Aosta incoraggiato dalla fidanzata che non partecipa, e davanti a me due svedesi il padre che ha circa la mia età e il giovane figlio. Si alza un elicottero, si avviano le numerose moto delle staffette, finalmente si parte , la grande avventura è cominciata. Mi colpisce molto vedere ai lati delle strade una folla di persone che ci applaudono come se fosse il Giro d’Italia. Praticamente tutta Cesenatico è partecipe di questo evento anche solo come spettatore, questo mi dà la spiegazione del successo della Nove Colli, i cicloamatori qui, per un giorno,  si sentono al centro del mondo, come se fossero tutti dei campioni. Funziona! quest’atmosfera prende anche me e crea emozione. Dopo un po’ ci ritroviamo fuori città, sulla strada,  le bici scorrono veloci, il loro caratteristico fruscio è una musica inebriante.  Alè !!!
I primi venticinque chilometri sono pianeggianti, si viaggia veloci, e soprattutto si viaggia molto in scia. Del nostro gruppo siamo in sei insieme e cerchiamo di restare uniti il più a lungo possibile.
Troviamo la prima salita lunga dieci chilometri e la superiamo senza molto sforzo,  Michele Di Gioia ha assunto il ruolo di capitano e lo svolge molto bene. In quella marea di corridori e di colori è facile perdersi di vista, e lui ogni tanto fa l’appello: “Ludo ci sei ? ” “Matteo ci sei ?” e così via. Piacevolmente sorpresi, ci rendiamo conto che  abbiamo brillantemente superato la seconda salita, fino al paese di Pieve di Rivoschio, anche questa lunga circa dieci chilometri, dal km 55 al km 65. Ci sentiamo un po’ sollevati, perché ci stiamo comportando come speravamo e riusciamo a procedere bene.  Abbiamo superato e attraversato molti caratteristici paesini  Martorano,  Diegaro,  Forlimpopoli,  Bertinoro, Meldola dove c’è il primo  punto ristoro, fornito di acqua, frutta, crostate, piadine ecc. ma non ci fermiamo per non perdere tempo, abbiamo nelle tasche della maglia barrette di cereali.   Il paesaggio è molto bello e se non si avesse l’ansia dell’impegno agonistico si potrebbe apprezzare molto di più.
Un’altra salita inizia al 70° km, porta al paesino di Ciola, è una salita molto più dura e dopo averne superato i due terzi, mi accorgo di cominciare a fare troppa fatica, quindi preferisco rallentare per evitare di accumulare acido lattico e decido, mio malgrado, di sganciarmi dal gruppetto di amici, per gestire bene le forze considerato che il piatto forte deve ancora arrivare verso l’ottantacinquesimo chilometro.   
Affrontiamo una discesa di cinque chilometri,  molto ripida e veloce e bisogna fare attenzione a non cadere, si piomba letteralmente in un bel  paese Mercato Saraceno, all’uscita del quale, attraversato un ponte, inizia la famigerata salita del Barbotto.
I due terzi della salita sono duri , ma non in modo eccessivo, il problema sono gli ultimi due chilometri, che hanno delle pendenze notevoli che variano  intorno al 16% e dopo  tanti chilometri percorsi le forze rimaste non sono molte, presto quindi la massima attenzione a centellinare le forze per riuscire a completare il percorso, che è il mio obbiettivo. Come Dio vuole si arriva in cima, e dopo una breve discesa si trova un’altra salita ripida di circa un chilometro. Questo è il caffè! direbbe qualcuno. Dopo questo strappo ce ne sono molti altri e molto ripidi, ma quanti caffè ci fanno prendere ? Poi finalmente è discesa e poi gli ultimi venti chilometri piacevole pianura, come scendere a Foggia. Mi rincuoro perché maturo la consapevolezza che ce la farò, mi ritornano le forze e mi diverto a navigare nei nutriti gruppi che passano bellicosi verso il traguardo di Cesenatico. Ecco ci siamo, è finita! È finita bene, molto bene. Superato il traguardo mi donano una medaglia  ricordo e ci aspetta il Pasta-Party. Il pranzo collettivo che si fa dopo la gara, insieme mangiamo e scherziamo felici che tutto sia andato bene e che abbiamo superato brillantemente la prova. Ho molta fame, prendo due primi Penne al sugo e risotto ai frutti di mare, buonissimi come tutto il resto. Subito ci accalchiamo per vedere le classifiche (solo per curiosità ovviamente). Io sono partito col numero 9735 e sono arrivato 3343°. Sono soddisfattissimo. Benissimo è andata anche ai miei compagni, per la cronaca così classificati:
Pietro Curcelli 221° , Nicola Di Bitonto 830°, Massimo di Bitonto 840°, Mario Vacca 867°, Michele Forzieri 1311°, Paolo Casciano 2200°, Giuseppe Nardacchione (Il Cobra)2300°, Michele Di Gioia 2500°, Marcello Mastrolilli 2800°, Mario Esposito 3035°, Matteo Curcelli 3210°, Pasquale Spagnuolo 4100°.
Dopo il pasta-party siamo saliti sul pulman per il ritorno. Nonostante la stanchezza il viaggio è stato piacevole e pieno di allegria e sfottò tra di noi. Particolare bersaglio è stato Michele Forzieri, che aveva scommesso che se non arrivava nei primi cinquecento avrebbe appeso la bici al chiodo.
In serata a Lucera si è conclusa questa trasferta sportiva,  in allegria ed anche se siamo quasi tutti avanti negli anni, ci siamo sentiti per alcune ore ancora ragazzi.

Ludovico Di Giovine 






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