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Abbracciare la diversità per creare reti transgenerazionali




“Un tema che ha bisogno di essere indagato a fondo per abbattere visioni riduzioniste”(Prof.  Lorenzo Lo Muzio).  Si è svolto giorno 16 Maggio presso l’Aula B del Dipartimento di Studi Umanistici Foggia in Via Arpi 155, il Seminario Internazionale dal titolo: Pma e sviluppo di una rete procreativa transnazionale. Donatori e donatrici in una prospettiva comparativa fra Italia, Spagna, Danimarca”organizzato dall’expertise di antropologia composta dalle docenti: Prof.ssa Patrizia Resta, Rosa Parisi, Francesca Scionti, Dott.ssa Rosa Verdone del Dipartimento foggiano  in collaborazione con l’Università Complutense di Madrid, che ha visto la presenza di esperti in ambito: sociologico, psicologico, antropologico. L’obiettivo dell’incontro è stato non solo l’abbattimento di stereotipi e pregiudizi, circa le tecniche di procreazione medicalmente assistita ed il loro utilizzo, anche porre l’attenzione sulla nascita dei bambini attraverso queste metodologie, le quali non sono analizzate adeguatamente in qualsiasi contesto formativo. L’incontro è stato introdotto dall’antropologa Prof.ssa Patrizia Resta(Coordinatrice dell’expertise antropologica Università degli Studi di Foggia) , Prof. Lorenzo Lo Muzio(Direttore di Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Ateneo locale)  e l’ Avv. Antonietta Colasanto(Consigliera delle Pari Opportunità), i quali hanno evidenziato che l’incontro  “non è stato propedeutico soltanto a creare uno spazio di confronto”, anche alla nascita di “un interfacciamento interdisciplinare” dove varie discipline hanno il diritto di dialogare su queste tematiche, le quali purtroppo destano ancora scalpore, “perché l’alterità è un concetto che andrebbe rifondato per abbracciare l’altro come un motivo di confronto e ringiovanimento delle proprie opinioni”. Bisogna abbracciare la diversità non per piacere  ad altri, ma per conoscere diversi punti di vista”. Con le relazioni dei docenti Consuelo Alvarez “Donantes de óvulos y semen en España: la elección, el anonimato y la trazabilidad”, e José Ignacio Pichardo Galán “Reflexiones en torno a la donació n de semen: los bancos de semen” si è posta  l’attenzione sulla differenza tra banca del seme e clinica del seme, presenti nel territorio spagnolo, la scelta del donatore e le sue caratteristiche. La prima è considerata “una sorta di mercato”, dove bisogna pagare per entrare a far parte del team dei donatori, l’altra è possibile accedere gratuitamente, mettendo in evidenza anche quali possano essere i requisiti per diventare donatore, il quale viene scelto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e deve possedere: altezza non inferiore ai 170 cm, astenersi da pratiche sessuali non controllate, e non assumere bevande alcoliche. I figli nati dal contesto procreativo necessitano di conoscere il vissuto familiare, e pertanto è importante una notevole apertura verso l’accoglienza di qualsiasi individuo come ha ribadito la prof.ssa Rosa Parisi nella relazione del Dott. Nicola Carone.

“I figli nati nel contesto di tecniche PMA e GPA non sono diversi dagli altri. Se non ci fossero stati padri gay e madri lesbiche sarebbero rimasti tristi per non essere nati i propri figli” Pertanto” Essi  hanno il diritto di conoscere le proprie origini, anche se fino ai 7 anni possono avere qualche difficoltà, ma particolarmente quelli nati con queste tecniche non presentano difficoltà in termini di autostima, frustrazione, adattamento in qualsiasi contesto”. A concludere il seminario vi è stata la relazione della Prof.ssa Rosa Parisi che ha mostrato l’incremento dal 2005 anno in cui sono entrate in vigore in Italia l’utilizzo delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, e gli individui che ne fanno uso. Fino ai giorni nostri le tecniche di PMA E GPA vengono utilizzate maggiormente in Italia, piuttosto che all’estero, in quanto gli ovuli come lo sperma ”effettuano una sorta di viaggio transnazionale” che permette non solo la nascita di nuove reti genitoriali, anche la presenza di altri che collaborano al benessere e crescita dei figli, dove il terzo riproduttivo assume un ruolo fondamentale nella costruzione del cosiddetto ”romanzo familiare”.

di Matteo Mantuano

Fotografie: Prof.ssa Antonella Cagnolati

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