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San Severo: Tanti eventi per allietare il Natale in carcere




Anche quest’anno la Casa circondariale di San Severo  si avvia a celebrare il Natale in carcere.

"Diverse le manifestazioni previste - spiegano la direttrice, Patrizia Andrianello, e il Comandante Giovanni Serrano - al fine di continuare la relazione e l’amicizia tra l’Istituto e la città. Si inizierà  il 12 dicembre  con la chiusura del laboratorio d’arte  “Handmade Christmas”, promosso dall’Associazione Superamento Handicap di San Severo , per continuare il giorno 15 alle ore 16.00 con la manifestazione “Zampogna e Ciaramella a spasso tra le vie della tradizione” promossa dalla Fidas Dauna Provinciale di Foggia con il Gruppo degli Zampognari di San Marco in Lamis. Il 18 dicembre  ci sarà il consueto  Concerto Natalizio dell’Orchestra di Fiati “Città di San Severo” diretta dal Maestro Antonello Ciccone, evento promosso dal Comune di San Severo e dalla  Garante per i diritti delle persone private delle libertà, Maria Rosa Lacerenza Solimene,
Il giorno 20 invece ci sarà la chiusura del Progetto promosso dal CPIA 1 di Foggia e dall’ITES “ A. Fraccacreta” di San Severo -“A scuola per cambiare” e  “Scuola in carcere”.
Il 23 dicembre andranno in scena il gruppo dei “Terrazzani” con un Concerto di Natale promosso dalla Pro-Loco di San Severo.

Il giorno di Natale, è prevista la tradizionale messa celebrata dal Vescovo della Diocesi S.E.  Mons. Giovanni Checchinato e dal cappellano del carcere, don Andrea Pupilla nella caratteristica cappella presente all’interno dell’Istituto.

Tutti gli eventi vedranno la partecipazione di tanti volontari, del cappellano dell’Istituto, del personale di Polizia Penitenziaria e di tutti coloro che vorranno essere presenti.  Musica, laboratori  ed eventi culinari quindi, saranno la chiave per rafforzare la relazione con la città - conclude il Comm. Giovanni Serrano -. Ogni evento e momento condiviso vuole rappresentare l’opportunità per chi nello sbaglio sta cercando la nuova strada. I volontari e quanti sono stati coinvolti in questo progetto sono la testimonianza che anche verso chi ha sbagliato occorre tendere la mano e lasciare spazio alla necessità di riavvicinarsi alla comunità di cui si è parte".

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