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Reddito di Dignità per contrastare la povertà in Puglia




All’incontro organizzato a Foggia il 7 aprile da “Iniziativa Democratica” a Palazzo Dogana ne ha parlato Alfonso Pisicchio, presidente della Commissione Lavoro della Regione Puglia
Il tasso di povertà assoluta in Puglia è circa l’8% della popolazione ed interessa 320mila persone. Povertà assoluta, cioè reddito massimo di 3mila euro l’anno: povertà dimenticata. La Regione Puglia ha iniziato a tracciare una strada, sia pure ancora stretta, per sostenere queste persone, pugliesi in difficoltà grave per sopravvivere, famiglie con minori, handicap, senza lavoro, casa, opportunità.
È questo il senso del provvedimento varato dalla Regione a marzo, a cui ha lavorato Alfonso Pisicchio, presidente della VI Commissione Lavoro e Formazione professionale alla Regione Puglia, che ha avuto modo di illustrarlo a Foggia nel corso dell’incontro organizzato da “Iniziativa Democratica”, introdotto dal coordinatore cittadino Antonello Matera e dal coordinatore provinciale Donato Troiano e moderato dal giornalista Nino Abate. Il saluto del presidente della Provincia, Francesco Miglio, è stato porto dal delegato Gaetano Cusenza.
Sono diverse le misure di strategia e di finanziamento, europee e nazionali, con gli obiettivi del contrasto alla povertà e della promozione della inclusione sociale. Ad esse attinge anche la Regione Puglia, aggiungendo un apposito capitolo di spesa. Nel solo primo anno di applicazione potranno essere raggiunti così circa 60mila cittadini poveri, a fronte dei 320mila residenti in Puglia, ma l’azione, ha affermato Alfonso Pisicchio, continuerà anche negli anni successivi. Certo, non esistono oggettive possibilità economiche per raggiungere tutti al primo impatto, ma la legge regionale, che porta la Puglia in testa alle regioni italiane su questo terreno, avrà estensione anche nel tempo. Ciò grazie ad una serie di responsabilità e sinergie incrociate, che vanno dalla Regione ai Comuni associati negli Ambiti Territoriali, agli enti di formazione, ai Centri per l’impiego, alle imprese private. Il contributo massimo sarà fino a un tetto di 600 euro per i richiedenti con reddito ISEE non superiore a 3mila euro l’anno e le domande verrano indirizzate e istruite attraverso una piattaforma on line; la valutazione sarà in capo ad una equipe multiprofessionale che verificherà l’esistenza dei requisiti richiesti.
L’Unità di progetto, istituita dalla Regione, si avvarrà di una piattaforma telematica già attiva, che valuterà le condizioni di fragilità e vulnerabilità delle persone richiedenti, nonché i requisiti per l’erogazione, che avverrà attraverso la disponibilità dell’INPS. Condizione indispensabile di accesso al Reddito di Dignità sarà la sottoscrizione di un patto individuale di inclusione sociale attiva per l’adesione al percorso personale individuato e proposto.
Propositivi e validi gli interventi di Augusto Marasco, Orazio Montinaro, Dario Palma, Lucia Cesaro, i sindacalisti della CGIL, Daniele Calamita, e della CISL, Carla Costantino, che hanno indicato alcune perplessità operative e tecniche, dal cambiamento dei Centri per l’impiego al controllo sulla Formazione professionale, alla assoluta trasparenza del procedimento. A tutti ha replicato, con la pacatezza e la sensibilità a lui riconosciuta, il relatore Pisicchio, sottolineando la necessità di considerare finalmente il contrasto alla povertà e alla esclusione sociale un punto di programma della Regione Puglia fondamentale per non lasciare in condizioni di abbandono una parte della cittadinanza che si sente senza certezza dell’oggi e senza speranza di futuro.
Il percorso operativo è già iniziato, l’appuntamento per la verifica in progress è fissato fra sei mesi.

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